19 febbraio, 2007

Ho una papera, che si chiama...



adopt your own virtual pet!

Welcome back

Profumo di fiori, lavanda, candeggina e anticalcare.

Dopo numerosi giorni di latitanza dalle cure domestiche, ho messo una mano sul cuore e l’altra sulla spugna. Ho le dita dure e l’animo molle, una chimica che brucia l’epidermide.

Ma sono contenta. Ed è ora di tornare anche al mio blog.

15 gennaio, 2007

Perdindirindina

Ci sono periodi in cui poche cose mi fanno sentire "spensierata", come se fosse estate e di fronte a me ci fosse il mare. Come se ci fosse il vento e portasse via i pensieri.

Fab che canta, la sera in macchina.

Lui canta felice e mi sorride, nel riflesso delle stelle gialle che ci sono intorno al cartello luminoso di Euronics. Lui canta stonato e mi stringe forte la mano. Lui canta, canta, canta e mi racconta le parole delle canzoni che ascoltava a quattordici anni.

Mentre corriamo veloci verso casa, mentre muoio dal desiderio di tornare indietro e ricominciare a cantare, tutta la notte.

Ecco a cosa penso, guardando dalla finestra il cielo di lana cotta di oggi, con il profumo di mandarino sulle mani ed un po' di freddo, mentre accarezzo la pelle dei miei pensieri.

09 gennaio, 2007

laLila oggi

Mi sentivo preziosa e pericolosa, inoffensiva e mortale, silenziosa e irrequieta, odiosa e felice, dolce e corrosiva, insignificante e rara, pura e sorprendente, insidiosa e paziente, musicale e cacofonica, ma al di là di tutto (…) mi sentivo invulnerabile.

Amélie Nothomb
Métaphysique des tubes

04 gennaio, 2007

Lila nel pentagramma

Sarà che il nostro viaggio è stato bellissimo, sarà che è il primo anno della mia vita che lavoro il 4 gennaio, sarà che era così irruente il mare del nord, sarà che c'era lo champagne, il vento, il mio amore, sarà che amo passeggiare nelle stradine, nei viali, lungo i canali.

Sarà che il cioccolato era buonissimo...

Ma oggi sono in tono minore.
Un po' mi bemolle.
Letta in chiave di basso.

Dovrei arrotolarmi nel mio piumone, e ricominciare da capo, oggi.

25 dicembre, 2006

22 dicembre, 2006

21 dicembre, 2006

Benvenuto inverno

ON AIR:

Chanson juste pour toi,
Chanson un peu triste je crois,
Trois temps de mots froissées,
Quelques notes et tous mes regrets,
Tous mes regrets de nous deux,
Sont au bout de mes doigts,
Comme do, ré, mi, fa, sol, la, si, do.
C'est une chanson d'amour fané,
Comme celle que tu fredonnais,
Trois fois rien de nos vies,
Trois fois rien comme cette mélodie,
Ce qu'il reste de nous deux,
Est au creux de ma voix,
Comme do, ré, mi, fa, sol, la, si, do.
C'est une chanson en souvenir
pour ne pas s'oublier sans rien dire
S'oublier sans rien dire

Questa canzone in un itunes non mio, con l'inverno che arriva in una giornata di sole, di cielo azzurro e di freddo che mi fa rabbrividire nella mia sciarpa colorata. Va bene, per dire benvenuto all'inverno, lui che arriva cantando do, ré, mi, fa, sol, la, si, do...

laLila, tra due citazioni

“(…) Dopo aver fatto l’amore, dormiremo abbracciati. La tua schiena contro il mio ventre. E io stringerò le dita dei piedi attorno alle tue caviglie, come delle mollette, perché tu non possa volar via la notte. Saremo come un’immagine in un libro di scienze: un frutto tagliato a metà, tu la buccia e io il torsolo”.
David Grossman, Che tu sia per me il coltello

Vorrei implodere per un istante
e poi riaprirmi come una ginestra
in silenzio
sotto le stelle.
Questo, mi fai tu.

“(…) E’ una legge non scritta: chi vuole starmi vicino deve assumersi la responsabilità della mia anima”.
David Grossman, Che tu sia per me il coltello

15 dicembre, 2006

Lila in the morning

Stamattina sentivo scorrere dentro e affianco la città, camminando nel sole fino a Porta Venezia.

Le case, i portieri in divisa che lavano il pavimento di marmo, le mamme bionde che portano i figli all'asilo, le commesse ancora tranquille, i signori eleganti che si sistemano la sciarpa appena usciti dal bar.

Ed io che passeggio alle dieci di un venerdì mattina, con la mia bella borsa con i miei tesori. Il taccuino francese che mi ha regalato la Su, le mentine, le chiavi, le penne di Muji. Qualche biglietto del bus scaduto, il libro preso e abbandonato più volte, un elastico blu di spugna e cianfrusaglie dei giorni passati.

Cercavo la casa con i fenicotteri rosa in giardino, sembra ce ne sia una a Milano. Ma si può?

Ed ora, dopo la passeggiata, ho voglia di un camino e di un tarallo. Mentre il biglietto per il prossimo viaggio riposa nel cassetto, un po' in attesa anche lui di sapere cosa succede.

29 novembre, 2006

Fullness

Sono giorni pieni come un uovo sodo, densi densi di cose da fare, da pensare, sistemare, soppesare.

Sono giorni pieni, pieni del primo freddo che sa di inverno, di piogge sul lago, tuoni e temporali, di telefonate brevi, di messaggi a cui non rispondo. Di voglia di partire e di dormire fino a tardi al mattino, allacciata alle spalle del Fab.

Di pizza, di cene fuori e vino rosso rubino, di saudade e di tenerezza.

25 novembre, 2006

Sabato

Oggi è uno di quei pomeriggi in cui mi manca la mia amica Silvana, laTita dei miei anni di scuola. Passerei a prenderla ed andremmo sul mare, con due birre e il primo freddo dell'inverno.

Rideremmo di gusto, la mia risata e la sua, tosse di allegria e perduta spensieratezza.

Tita, siamo proprio amiche io e te, non vedo l'ora di dirtelo di fronte al mare, con la mia anima incastrata nella tua.

24 novembre, 2006

Venerdì

Vorrei sigillare in tante scatole perfette, tutte uguali, certi pensieri spigolosi. Le riporrei tutte in pila in un angolo buio e nascosto, sotto una scala o in una soffitta. E continuerei a riempire i miei spazi di luce e tulipani.

Oggi è una di quelle giornate grigie senza mezzi toni, né compromessi, in cui mi verrebbe voglia di buttare un tubetto di azzurro nel cielo, come si fa per i quadri.

Vorrei rompere con un dito questo bianco monotono che c’è nell’aria, come crepe squisite di creme brulée.

Vorrei accocolarmi, gatta, sul divano, accanto alle gambe di flanella mille colori di mamma, ed andare con lei a comprare il pane e le mele rosse che ci sono sempre nella sua cucina.

Già lo so che sarebbe bellissimo e irripetibile il mio mare, in quel silenzio invernale e burbero dell'ora di pranzo, in cui tutti, lì, tornano a casa per cucinare, sotto i cumuli di foglie rosse, con l’autunno ancora abbracciato ai muri delle case.

21 novembre, 2006

La mostra dei vincitori!


Ecco la mia foto in compagnia! :)

11 novembre, 2006

laLila impara


... eccomi a scuola di blog, seduta con laSu ad un tavolaccio di legno, per imparare un po' in un laboratorio alla Triennale.

Ed invece, la prima cosa che ho imparato è la "wayback machine", una specie di macchina del tempo che fa rinascere le vecchie versioni dei siti, quelle degli anni passati, quelle che ci siamo dimenticati, quelle che ora fanno tenerezza.

Come guardare le foto di quando eri piccola negli album a casa di mamma e papà, quelle sbiadite e fuori moda, quelle che non puoi non ridere vedendo il taglio dei capelli che allora ti piaceva tanto.

Come ritrovare i diari del liceo, con gli adesivi che oggi non si trovano più.

Ed io ho cercato e trovato il vecchio sito del Fab, con un camioncino giallo che arriva ed il logo che tra un po' non useranno più.

E mi sono intenerita. E mi sto divertendo... :)

08 novembre, 2006

Chi mi ama e chi no

I vecchietti, quasi tutti i fornai, i commessi dei grandi magazzini ed i parrucchieri, i cani degli amici o amiche. Questi mi amano. Ed anche le mamme, le puttane che lavorano di fronte al mio ufficio, gli stampini dei dolci ed i piccoli oggetti che si fanno trovare solo da me.

Meno gli spigoli delle porte, i tappeti, gli autisti degli autobus, un po' di più i tassisti.

Non mi amano affatto le buche, i coltelli, il prezzemolo ed il kebab che mi sporca sempre la giacca. Non mi vogliono bene le discoteche e i negozi di televisioni, dove mi gira sempre la testa.

Mi odiano i peperoni. L'aspirina, se potesse, mi ucciderebbe.

Mi amano da morire il legno, il piumone e le tazze di the caldo.

Mi vuole bene il mio blog, di cui sto avendo più cura..

07 novembre, 2006

Desiderata



Have money to spend just on anything! Then, how about buying a town of your. Giving it thought, already, then here is your chance of owning one. This small French town was built on the ruins of a Roman settlement. The village has 5 buildings in total and the next inhabited village is only just down the road. So, you can plan the things and set it up just like you love to do in Caesar games. The town features about 150 m2 of living space and land of 5,000 m2. The town is for sale for a price of $326,619.

Ecco, ognuno può sognare quello che vuole, no?

Io vorrei comprare questo villaggetto francese, e viverci con le persone che amo, e sentirmi la regina del castello, e dire la MIA città, ed insomma... è anche in saldo... e costa meno di un attico a Milano...

LO VOGLIO, LO VOGLIO, LO VOGLIO!!! ;)

06 novembre, 2006

Chi viene con me?

Ci sono periodi in cui ho una strana irrequietezza, voglia di fare cose, di partire, di andare, anche non lontano, ma via a cercare cose belle.

Voglia di cinema, di film lunghi, di baci, di amici, di mostre e di gite.

Al cinema e ai baci ci pensa il Fab, ma chi viene con me a Brescia a vedere due mostre imperdibili?

Al Museo di Santa Giulia, c'è Mondrian, prima di tutto.

Un Mondrian che si farà piacere anche dal mio fidanzato che non ama Mondrian, ed ecco perché...

Più o meno 80 opere che arrivano dal Gemeentemuseum dell’Aia e che raccontano l'intera evoluzione, tutto il percorso che ha portato al periodo astratto, con tutti i pezzetti della sua storia che spiegano il Mondrian figurativo e quasi sconosciuto, il Mondrian dei paesaggi, il Mondrian che sperimenta stili diversi e li abbandona quando non lo convincono più, il Mondrian che parte dalla Scuola dell’Aia e pian piano riduce i paesaggi a colori e forme ed arriva al Luminismo della serie degli alberi, il Mondrian che amava Disneyland come laLila ed il jazz come il mio amico colto.

Poi, sempre al Museo di Santa Giulia, c'è la storia del paesaggio moderno in Europa.

C'è Turner, gente, il mio Turner, quello che l'ultima volta che sono andata a Londra mi ha rapito per un pomeriggio intero.

C'è Constable.

C'è l'Accademia francese ed il primo plein-air.

E poi ci sono gli Impressionisti, quelli famosi. :)

300 opere, circa.

Chi viene con me?!

I miei BUONISSIMI Muffin

Ingredienti

Farina: 200 gr
Zucchero: 150 gr
Lievito: 2 cucchiaini
Latte: 250 ml
Burro fuso: 250 ml (anche solo 100 ml, se li fai light!)
Uovo: 1
Essenza di vaniglia: 1/2 cucchiaino
Gocce di cioccolato fondente: 120 gr

Preparazione

Riscalda il forno a 180° ed imburra bene le teglie con gli stampini (Esselunga), oppure metti in ogni stampino un pirottino (Esselunga).

In un recipiente lavora la farina, lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale. In una ciotolina mescola il latte, il burro fuso, l’uovo (che hai sbattuto prima fino a renderlo spumoso) e la vaniglia.

Forma una fontana nel centro del composto di farina e versa la crema di latte, mescolando finché gli ingredienti si saranno amalgamati. L'impasto deve rimanere granuloso, quindi non lavorarlo troppo a lungo.

Trasferisci l'impasto negli stampini, riempendoli per 3/4 ed incorpora delicatamente le gocce di cioccolato sulla superficie (se si mescolano all’impasto prima, poi vanno tutti sul fondo!).

Inforna per 20 minuti. Quando sono tiepidi, ricoprili di zucchero a velo.

Alcune varianti dolci

Aggiungi all’impasto:

- una mela grattugiata e un cucchiaino di cannella;
- una manciata di noci tritate grossolanamente o dell’uvetta;
- 120 gr di mirtilli freschi.

Se usi i mirtilli freschi, lavali ie asciugali con carta assorbente.
Mettili in una ciotola e mescolali allo zucchero.

Bologna-Milano

Ieri, a Bologna, sono stata bene come se fossi sul divano di casa mia, con la torta di mele, il pranzo della domenica, le chiacchiere svagate e un po' sonnolente del pomeriggio.

Ieri, la notte, tra Bologna e Milano si è allungata veloce, è durata pochissimo rispetto a quello che mi ricordavo, io che prima prendevo spesso il treno per arrivare a Milano. Era un viaggio lungo tutto la costa, e l'ultimo pezzo non finiva più, Bologna era lontanissima da Milano per la mia voglia di arrivare, per i miei regali da portare, per quello che significava arrivare.

Ieri, invece, avevo il libro in borsa ed ho letto solo una pagina, anzi ho quasi dimenticato di averlo portato. Perché c’era da stare concentrati su altro. Sui colori del cielo al tramonto, sul movimento degli alberi, sulle voci, sul profilo del Fab che quando è di profilo ha un naso bellissimo, su cosa cucinare per cena nella nostra cucina.

E' così strano, ma arrivare a Milano, ormai, è arrivare a casa. A casa mia.

A casa nostra.