02 luglio, 2008

laLila corre ma ogni tanto si ferma


Nel silenzio della mia campagna, tra i trulli. Che forse avere un tetto a punta, e pietre, e terra, e farfalle notturne intorno, aiuta. Nel fresco della sera, con le chiacchiere di Paola che si confondono con quelle delle cicale.

Aspetto le lucciole, ho sempre saputo tradurre la lingua di quelle che si vedono tra i trulli.

laLila non scrive ma corre


Foto di anni fa, sensazione di oggi. Pomeriggio di pensieri oltre la siepe, sguardo lungo il muro. L'affanno di correre dietro al mondo non concede tregua alla mia insofferenza. E la pelle si screpola un po', mi chiede mare, ed io non so più se sto vivendo o solo correndo.

04 marzo, 2008

laLila ritorna a primavera

E' come se tutto profumasse di inizio primavera. Come se tutti si stessero preparando per una festa, e avessero respiri di novità.

Vestiamoci di fiori, dicono gli alberi.

Ed anche io dovrò cercare pantaloni di lino e magliette viola. E quaderni verdi, per scrivere della primavera, per disegnare prati con i miei piccolissimi pastelli nuovi.

Ho in testa pensieri che sono come uccelli, oggi, e questa frase mi ricorderà per tutta la vita la mia nonna matta che profumava di bosco.

28 novembre, 2007

Tonight


"vedere la neve che cade sul mare è un privilegio"


Quando mi manca laTita mi manca la mia città.
Quando mi manca la mia città mi manca il mare.
Ed il vento.

E quando mi manca il vento mi mancano gli inverni con laTita, che segnava su un quadernino povero - lei non aveva un moleskine - le mie frasi. Insieme ai suoi lunghi racconti strampalati. Insieme agli scontrini dei bar.

Ma lei stasera mi ha promesso che mi spedisce un pacco di quadernini.

Ed io sorrido, anche perché il mio amore mi ha chiamato e sta per tornare.

Polaroid

Ma te le ricordi quel gruppo di signore sul lungomare?
Ed il cagnolino grigio sotto i piedi dell'uomo che ti sedeva accanto?

Ed il matrimonio nella piazza? La donna vestita di rosso che faceva giocare il piccolo sul muretto della chiesa? Ed il suo cappello, come non ricordarlo.

E poi quel ragazzo che accompagnava il vecchio sul grande balcone, il padre, immaginammo, per fargli vedere il mare? Anche questo, lo immaginavamo, ma su un grande balcone non si può che andare per guardare il mare. O per sentirlo, come dicevi tu.

Quanto ci piaceva, quel ragazzo. E quanto ci sembrava tutto così retorico, le signore, il cagnolino, il matrimonio, il cappello sul vestito rosso, il vecchio fragile ed il ragazzo sensibile.

Eravamo due giovani snob, io e te, così felici e ridicole. Ed era bello leggerti Brecht sul lungomare, mescolarlo ai tuoi sogni di teatro, di purezza assoluta. Con la tua Polaroid nello zaino, che un giorno ti avrei perso in un viaggio.

Abbiamo fermato milioni di immagini, noi due, e solo tu hai una memoria pari alla mia. Forse per questo, parlarti per ore, ancora oggi, è la cosa più bella che posso fare in questa sera stranamente silenziosa.

27 ottobre, 2007

Le fate sono al lavoro...


... e laLila è felice, emozionata e felice.
Imbranata e felice.
Persa tra le risaie e felice.
Con mille idee e felice.
Con mille cose da fare e felice.

26 settembre, 2007

Il pleu sur la ville


Su questo pomeriggio che finisce e che mi promette cibo buono per la sera, fatto in casa da me come avviene così di rado, e chiacchiere fitte, e pagine nuove da scrivere nel mio magico quadernino. Oggi prendo fiato, perché poi da domani scompaio per due giorni. Prendo fiato ed annuso quest'aria di pioggia, dopo aver cercato di far capire alla gatta che, quando piove, le sue meravigliose, morbide zampine, lasciano le impronte sulla moquette.

Ore otto e zero otto

Seconda foto autunnale: oggi laLila mette le calze! E cerca un po' di coraggio per uscire, questa mattina in cui piove e fa freddo e sarebbe così bello rimanere sul divano con un bel libro.

25 settembre, 2007

Autumn in Milan


Quest'anno, cada il mondo, fotograferò l'autunno. Quella di oggi è la prima foto, nei Giardini di Porta Venezia.

Non mi si vede ma sono con il naso all'insù per guardare le bolle di sapone, con la busta con le scarpe nuove che dondola allegra, con il cuore e la testa pensosi che cercano leggerezza e con il telefonino che sta per squillare, anche se io non lo so ancora.

Mi piacerebbe moltissimo che qualcuno, fotografando l'autunno, avesse fotografato me che guardo la bolla.

14 settembre, 2007

Sapori

C'è il sapore dell'uvetta, anzi, del pane con l'uvetta, con cui ho fatto colazione ieri. L'uvetta sta bene nel pane, che diventa pan tramvai, come lo chiamava la mia nonna. E ad un certo punto mi ha fatto ridere, il pan tranvai, da quando ho scoperto che il nome è la trasformazione italiana di Tramway, il pane che in Inghilterra si trova in metropolitana, e si mangia come un dolce.

C'è il sapore dei finferli, ah i finferli nei rifugi in montagna.

C'è il sapore della frutta a settembre, ed io stasera corro a cercarlo, quel sapore, insieme al sapore della cucina di mia mamma.

Mentre aspetto di vedere se sarà un inverno di arance tagliate, con le noci spezzettate sopra, o di mele al forno e pere cotte nel vino. Ogni anno me lo chiedo, più o meno in questo periodo.

Vorrei che questo fosse un inverno di frutta calda, con le scaglie di mandorle e gli amaretti tritati.

29 agosto, 2007

Batgirl

I pipistrelli, a Milano, non li avevo ancora visti.

E questa mattina, aprendo la porta dell'ufficio, ne ho trovati due. Che volavano, vicini. Ed io, che ho paura persino dei grilli, non mi sono spaventata per nulla.

Li ho trovati follemente romantici, ho immaginato che lei che si fosse persa e rifugiata qui e che avesse chiamato tutta la notte - col radar - il suo compagno. E che lui avesse coraggiosamente sfidato la morte fatta di scope per venire a liberarla.

Inventavite, bat edition

25 agosto, 2007

Mi rifiuto

Di vedere film così cattivi, così semplicemente cattivi, così completamente cattivi.
Io mi rifiuto, punto e basta.
Anche se non è di moda, anche se tutti dicono che i film cattivi sono impegnati, sono importanti, sono denunce sociali e blablabla.
Io non li guardo più.

21 agosto, 2007

Polly at work

Polly fa così: se sono alla scrivania ed uso solo il mouse e controllo la posta, guarda lo schermo e poi si addormenta, ma la coda, in fondo, si muove per circa due centimetri e la zampetta dietro si adagia in automatico vicino al mio polso, e fa il solletico.

Se invece pigio questi tasti grigi, allora si agita dappertutto e annusa il tasto che ho appena pigiato e vorrebbe passeggiare per la tastiera, e mi rovescia la colla e pretenderebbe di giocarci.

Ed io gioco, visto che è l'ora di pranzo e non ho trovato nulla di buono da mangiare.

Ancora viette e paesini

Nei paesini del sud, i ragazzini si baciano ancora nelle stradine nascoste. Si baciano, però, moltissimo nelle ville, e le ville sono ancora quello che io chiamo giardini. Si baciano sulle panchine o sotto gli alberi. Si baciano molto di più di quanto si baciano i ragazzini di Milano.

Ed i vecchi, nelle ville, si fanno la loro passeggiatina. Lui ha pantaloni azzurri di cotone, troppo larghi, e una camicia a mezze maniche, spesso a righine. Lei è grassoccia, ha sempre i capelli ordinati e porta le scarpe col tacco basso ed una borsetta di paglia intrecciata.

Camminano piano piano lungo il vialetto di ghiaia, senza guardare da nessuna parte, e si tengono per mano.

Ed io mi chiedo se sempre nella loro vita hanno camminato così o se invece è una abitudine degli ultimi tempi, questa di tenersi per mano.

20 agosto, 2007

Katastrophé

Esiste una parola greca che non viene più usata nel suo significato originario, che descrive lo stato della corda della lira che, pianissimo, impercettibilmente, torna al punto di riposo e di equilibrio dopo essere stata toccata. È il termine inevitabile, il punto di ritorno dopo l’infrangersi del suono. È il silenzio, è la meraviglia ed il terrore della musica che cessa.

È katastrophé. È il fermarsi prima di ricominciare, prendendo fiato, rilassandosi dalla tensione. È giungere ad un nuovo stato, cambiare.

Che sia catastrofe e meraviglia, questo momento.

Back home



Eccomi. Quest'anno la Puglia è stata casa ed amici, ulivi e stradine notturne, incredibilmente ed improvvisamente tranquille. E' stata pesce e frutta, e cibo mangiato per strada. E' stata cieli e notti con i grilli. E Fab a piedi nudi nella mia stanza.

E' stata chiacchiere e silenzi, come per raccogliere le idee, come per sentire meglio quello che mi piace fare. Ho da fare, quest'anno, per questo avevo così bisogno delle mie stradine silenziose.

02 agosto, 2007

La mia mamma un giorno mi ha scritto questo

Ti ho plasmato con la carta del tempo.
Sotto la luce viva, ogni giorno, tornavo al mio lavoro.
Ti accarezzavo con dolcezza,
muovevo piano la materia,
nel timore di perderti.
Ho lavorato per anni senza stanchezze.
Veniva l'esperienza a trovarmi
e la mandavo via
perché tu fossi fresca e viva.
Veniva la favola
e la tenevo in disparte,
perché tu fossi reale.
Veniva la pena
e la cacciavo lontano da me,
perché tu fossi solo frutto della gioia.
Veniva la paura
e la allontanavo,
perché tu avessi coraggio.
Veniva ciò che avevo,
le mie sconfitte,
le mie vittorie,
venivo io a te.
Ed una mattina tu ti muovesti.
Eri tu, frutto di te stessa.
Libera di andare,
volando via come una rondine
che ha la sua vita nel cielo.

Era il mio primo Natale qui, e, questa sera, è saltata fuori da un cassetto dimenticato, ed io la rileggo continuamente. E' bella, la mia mamma.

30 luglio, 2007

laLila in moto

A breve, mi vedrete sfrecciare per Milano in moto, avrò un casco arancione e delle scarpe con la punta rotonda, turchesi, credo, o rosse. Avrò l'espressione beata, immagino, per l'arietta che arriva, e sarò anche molto sorridente. Ma non mi dovrete distrarre, ai semafori, perché io già sono molto distratta da sola.

Però.

Però credo che mi incontrerete solo lungo corso Sempione, in un senso o nell'altro, perché, per ora, so solo andare dritto, ché, girare, mi fa ancora paura. La seconda lezione, domani, cercatemi nei parcheggi isolati... :)

27 luglio, 2007

Pomeriggio

Per la Tita.

Oggi vorrei che tu fossi qui. La mia casa sarebbe fatta apposta per accoglierti, per farti riposare, tu che sei stanca, con quella bimba bella ed instancabile. (tu con una bimba, miodio)

Ci sarebbe un'aria serena, le persiane per metà giù. Sul tavolo i miei libri e i fogli, come quando studiavamo insieme. (
tu non studiavi mai, e come mi arrabbiavo, io)

Potrei preparare la tua tisana, anche con questo caldo la berresti, tu, e accenderemmo la radio. Perché io e te, insieme, cantiamo. (
solo Fab canta quanto te)

Potresti addormentarti, mentre io leggo. Ti permetterei perfino di fumare, con la schiena appoggiata al muro e la faccia rivolta al cielo. E riprenderemmo il discorso fatto ieri sera, anzi, non avremmo più bisogno di farlo.


Sarebbe un tardo pomeriggio bellissimo, io e la mia amica.